Edizione 2027 · Un percorso residenziale di quattro giorni

Performance Retreat

Imparare a restare lucidi quando conta davvero: sotto pressione, dopo un errore, davanti a una decisione difficile.

Direzione scientificaDott.ssa Elena Giulia Montorsi
Formato4 giorni residenziali, gruppo ristretto
AccessoSu colloquio preliminare
Il retreat in una pagina

Quattro giorni per conoscere come funzioni sotto pressione, e cosa fare quando succede.

Tutti conosciamo quel momento: sappiamo perfettamente cosa fare, ma proprio quando serve la mente si annebbia, la voce cambia, l’errore arriva. Non è mancanza di preparazione né di carattere. È il corpo che reagisce prima di noi. Questo retreat insegna a leggere quella reazione e a governarla.

Cos’è

Un percorso intensivo di psicologia della performance, in residenza.

Si lavora con strumenti che misurano la risposta del corpo allo stress, esercitazioni pratiche e momenti di recupero in natura.

Per chi

Persone che lavorano o vivono momenti ad alta pressione.

Manager, avvocati, professionisti, medici e chirurghi, atleti, musicisti, attori: chiunque debba rendere al meglio quando la posta in gioco è alta.

Quanto dura

Quattro giorni in residenza, più un prima e un dopo.

Un colloquio due settimane prima e una sessione individuale di verifica a un mese dal rientro.

Cosa porti a casa

Sei strumenti pratici, provati su di te durante il percorso.

La tua mappa personale di reazione allo stress, un protocollo per prima, durante e dopo i tuoi momenti critici, una tecnica di recupero rapido dopo un errore.

Gruppo

Massimo 12 partecipanti per edizione.

Per lavorare davvero sul singolo e garantire riservatezza.

Come si accede

Candidatura e breve colloquio con la direzione scientifica.

Serve a capire insieme se il percorso è adatto ai tuoi obiettivi.

Non si tratta di pensare positivo. Si tratta di sapere cosa sta facendo il tuo corpo, e avere in mano le leve giuste.

Il punto di partenza

Perché, sotto pressione, sbagliamo cose che sappiamo fare.

Quando la tensione sale oltre una certa soglia, il nostro organismo reagisce come farebbe davanti a un pericolo. In quei momenti l’attenzione si restringe, la memoria di lavoro si riduce e diventiamo rigidi: insistiamo sulla strada sbagliata invece di cambiarla.

Gli esperti lo chiamano choking: crollare proprio nel momento che conta. Capita spesso alle persone più competenti e motivate. Per questo dirsi “stai calmo” funziona così poco: serve conoscere i propri segnali e allenare risposte concrete, che agiscono sul corpo prima ancora che sui pensieri.

TROPPO SPENTIdistratti, poco reattiviZONA DI EFFICACIAlucidi, presenti, flessibiliSOVRACCARICOrigidi, confusi, reattiviLIVELLO DI ATTIVAZIONE →

L’acceleratore

Il sistema simpatico

Ci attiva: alza il battito, porta energia ai muscoli, rende vigili. Il problema nasce quando resta premuto troppo a lungo, o troppo a fondo.

Il freno

Il sistema parasimpatico

Ci riporta alla calma: rallenta il battito, favorisce il recupero, la digestione, il sonno. È il pedale che usiamo per “staccare”.

Su cosa lavoriamo

Tre abilità, allenate in pratica.

I

Regolare l’attivazione

Conoscere la propria curva di reazione allo stress e imparare a passare, a comando, dalla modalità “azione” alla modalità “recupero”.

In pratica: saper premere l’acceleratore quando serve, e il freno quando è finita.

II

Mantenere il focus e reggere l’errore

Proteggere la concentrazione nei momenti di conflitto o di incertezza, e ripartire subito dopo uno sbaglio.

In pratica: un errore resta un errore, non diventa tre.

III

Rendere sostenibile l’intensità

Costruire abitudini di preparazione e di recupero per non arrivare all’esaurimento, dormire meglio e proteggere la lucidità nel lungo periodo.

In pratica: rendere al massimo senza consumarsi.

Il programma

Le quattro giornate.

Il ritmo alterna lavoro intenso e recupero: seguono pause, lavoro sul corpo, tempo in natura e momenti di silenzio.

01Conoscersi

Fotografia di partenza

Come reagisco io, quando la pressione sale?

Si stacca dalla routine e si misura il proprio punto di partenza, individuando i propri segnali d’allarme personali.

  • Prima misurazione con biofeedback
  • Consegna del quaderno di lavoro personale
  • Sessione serale di decompressione guidata
02Regolare

Imparare a usare i pedali

Posso cambiare il mio stato, a comando?

Si impara a modificare volontariamente la propria attivazione, vedendo l’effetto sullo schermo.

  • Allenamento con biofeedback e respirazione
  • Esercizi su concentrazione, voce e gesto
  • Diario di auto-osservazione
03Mettersi alla prova

La pressione, l’errore, la decisione

Cosa faccio nei secondi dopo un errore?

Simulazioni con poco tempo e informazioni incomplete, pensate per riprodurre in sicurezza la pressione reale.

  • Esercitazioni di decisione nell’incertezza
  • Allenamento del recupero dopo l’errore
  • Sessione di recupero profondo
04Portarlo a casa

Il tuo protocollo personale

Cosa farò, concretamente, lunedì mattina?

Si rileggono i dati dei tre giorni e si costruisce il proprio protocollo su misura. Ognuno riparte con un piano scritto e già sperimentato.

  • Scheda personale prima / durante / dopo
  • Piano per il mese successivo
  • Chiusura nel primo pomeriggio
Prima, durante, dopo

Un percorso che non si esaurisce in quattro giorni.

—

Il colloquio di partenza

Due settimane prima. Un incontro individuale per chiarire obiettivi personali e professionali e ricevere il materiale per arrivare già preparato.

—

La residenza

Quattro giorni. Una dimora scelta per riservatezza, silenzio e natura. Lavoro intensivo su misurazioni, esercitazioni e costruzione del tuo protocollo.

—

La verifica

Un mese dopo. Una sessione individuale per rivedere come il protocollo ha funzionato nei tuoi momenti reali e rifinirlo.

È adatto a me?

Per chi è pensato, e per chi no.

È adatto se…

  • affronti regolarmente momenti in cui devi rendere al meglio sotto pressione;
  • ti capita di bloccarti, irrigidirti o perdere lucidità proprio quando conta;
  • fatichi a “staccare” dopo una giornata intensa o un evento importante;
  • vuoi strumenti concreti e verificabili, non solo ispirazione.

Non è il percorso giusto se…

  • stai attraversando un disturbo psicologico che richiede una cura specifica;
  • vivi un momento personale molto delicato, come un lutto recente;
  • cerchi una formula rapida o una motivazione da evento;
  • non puoi garantire la presenza per l’intera durata.

Non è una psicoterapia: non lavora sulla storia personale né cura disturbi. In questi casi, nel colloquio preliminare ti indicheremo con onestà il percorso più adatto. Eventuali condizioni mediche vanno segnalate prima della partenza.

I tuoi dati

Riservatezza e misurazioni

Le misurazioni del biofeedback sono dati relativi alla salute: vengono raccolte solo con il tuo consenso scritto, usate esclusivamente per il tuo percorso, conservate in modo protetto e mai condivise con terzi, compresi eventuali datori di lavoro. Quanto emerge in gruppo resta nel gruppo.

Come partecipare

Tre passi per accedere.

Il gruppo è volutamente piccolo, per garantire attenzione individuale e riservatezza.

1

Candidatura

Ci contatti direttamente, oppure su segnalazione di qualcuno della tua rete professionale.

2

Colloquio

Un breve incontro riservato con la direzione scientifica, per capire insieme se il percorso fa per te.

3

Conferma

Se c’è sintonia, ricevi i dettagli logistici, confermi il posto e inizia la preparazione.

Edizione

2027

Date e sede in via di definizione. Arrivo nel pomeriggio del primo giorno, chiusura nel primo pomeriggio del quarto.

Posti

Massimo 12 partecipanti
Quota

Su richiesta

Comprende colloquio preliminare, quattro giorni di percorso con vitto e alloggio, materiali, misurazioni e sessione di verifica a un mese.

La pressione non sparirà. Ma puoi imparare a restare te stesso, anche lì.